I Candelieri


“Faradda”, la “Festa grande” dei sassaresi
Da oltre settecento anni, si celebra alla vigilia di
Ferragosto come rendimento di grazia alla Vergine
Assunta, che liberò la città da terribili pestilenze, l’ultima
delle quali nel 1652, tutte miracolosamente cessate il 14 agosto.
Consiste in una processione di grandi colonne di legno,
dette “Candelieri”, lungo il Corso Vittorio Emanuele fino
alla Chiesa di Santa Maria. Protagoniste della sfilata
sono le antiche associazioni di arti e mestieri di origine
spagnola, dette Gremi, nove in tutto: i piccapietre
(lavoratori della pietra), i viandanti, i contadini, i
falegnami, gli ortolani (agricoltori), i calzolai, i muratori, i sarti
ed i massai. I Candelieri, del peso di alcuni quintali, vengono portati a
braccio e fatti “ballare” al suono di tamburi.











Sartiglia


Un’antichissima tradizione
carnevalesca
Si tratta della rievocazione di una giostra
medievale che si svolge ogni anno ad Oristano, nel
periodo di Carnevale.
La festa, dedicata al tema della sorte, ma anche
della prosperità e della speranza, si compone di
giochi cavallereschi che attraversano più fasi. La
vestizione, eseguita dalle donne che fanno
indossare ai cavalieri gli abiti antichi con cui
parteciperanno alla corsa. La corsa alla stella, una
galoppata per cercare di colpire a volo il bersaglio
stellato, tra tamburini, trombettieri ed applausi. La
corsa delle pariglie, il momento più scenografico,
in cui i cavalieri compiono spettacolari acrobazie.
La svestizione, l’ultimo momento rituale.

S’incontru


Un “incontro” tra fede e
tradizione popolare per
commemorare la Resurrezione
È uno dei riti della Settimana Santa,
un’antichissima manifestazione religiosa
che si svolge il giorno di Pasqua.
Rappresenta l’incontro tra Gesù Risorto e
la Madonna, simboleggiato dal
convergere di due processioni, una
maschile ed una femminile, che recano
rispettivamente un simulacro del Cristo ed
uno di Sua Madre.

Ardìa


La corsa più suggestiva
È una manifestazione che si tiene ogni anno in varie località dell’isola.
Quella più famosa si svolge a Sedilo, la sera del 6 e la mattina del 7 luglio.
Consiste in una suggestiva processione a cavallo fino al Santuario
dedicato all’Imperatore Romano Costantino, Santu Antinu, in ricordo della
battaglia di Ponte Milvio. È guidata da un capocorsa, seguito da altri due
cavalieri e da tre scorte, ai quali è affidato il compito di impedire che il
capocorsa venga superato dai restanti cavalieri, che rappresentano la
paganità. Dopo essersi radunati davanti alla casa parrocchiale, ricevono
dal sacerdote tre stendardi benedetti, sas pandelas, uno giallo oro, uno
rosso ed uno bianco.
Giunti presso l’arco d’ingresso all’area del santuario, il capocorsa, seguito
da altri cento cavalieri, lancia il proprio cavallo al galoppo, compiendo una
serie di giri, fino a raggiungere un muretto circolare al centro del quale si
trova una croce, ed il santuario stesso.

Sant’Efisio


Un intenso momento di devozione
È una solenne processione che si svolge ogni anno, dal
1957, il 1° maggio a Cagliari, in onore del giovane
militare, vissuto nel III secolo d.C., che, mandato in
Sardegna per perseguitare i cristiani, si convertì in
seguito alla visione di una croce splendente nel cielo.
Per questo motivo, fu condannato nella prigione di
Nora nel 303 d.C.
Il corteo di fedeli e persone in costume tradizionale,
trasporta il simulacro di Sant’Efisio fino a questo luogo.
 

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